Il parto… dalla mia parte…

Il parto… dalla mia parte…

19 luglio 2018 0 Di admin
Qualche giorno fa, Moglie, mi ha mandato un link: “il parto dalla parte del papà” con una vignetta che riprendeva esattamente quello successo anche a noi in sala parto, cosi come probabilmente a tante altre coppie: la donna che frantuma la mano dell’uomo.
Io nello specifico ho avuto paura di dover fare un salto in radiologia a parto finito…

Ma andiamo con ordine: il martedì, al mattino, le contrazioni erano ogni 5/7 minuti e con Moglie decidiamo di fare un salto in pronto soccorso, visto anche che al percorso nascita ci avevano detto di andare con calma in PS quando le contrazioni fossero state regolari ogni 5 minuti circa.

Arrivati in PS dopo alcuni minuti ci accompagnano in zona sala parto, dove Moglie viene attaccata alla macchinetta per il monitoraggio previa visita ginecologica.
Dopo circa un’ora ci dicono di tornare a casa che il momento non è ancora arrivato e le contrazioni non sono “quelle giuste”.
Torniamo a casa e alla sera Moglie sente le contrazioni più ravvicinate, ma è schiva a tornare in PS dopo che ci avevano rimbalzato al mattino. Aveva paura di fare la figura di quella che si precipita per la minima cosa all’ospedale 😛
Alla fine ci convinciamo e torniamo in PS verso le 20.
Intanto che attendavamo il medico dalla sala parto vicina arrivavano urla che manco l’esorcista. Tanto che Moglie ci stava ripensando a sta cosa del parto 😛
Altra visita, altro monitoraggio di quasi 2 h e altro rimbalzamento.
Tornati a casa ci mettiamo a letto e, dopo manco un’ora dall’uscita dall’ospedale, si rompono le acque. Così con calma facciamo il nostro terzo viaggio in direzione Pronto Soccorso (per fortuna è vicino).
Questa volta quando veniamo accompagnati alle sale parto, l’ostetrica è li con la porta aperta e ci accoglie direttamente in sala parto. Sala Turchese.

Comincia così, intorno a mezzanotte, la nostra lunga notte in compagnia di Laura, la prima ostetrica, che “ci farà compagnia” fino al suo cambio turno alle 6 del mattino. Poi arriverà Viola, gentile e mooolto paziente.
Le contrazioni diventavano sempre più fastidiose e dolorose e, non potendo essere utile a Moglie in altro modo, ho cercato di supportarla come potevo. Tenendola per mano.. facendole dei massaggi alla schiena che, a suo dire, le davano un poco di sollievo (non sono mai stato bravo con i massaggi, parole sue. Pensate come stava..).
In piena notte Moglie ha chiesto l’epidurale che le ha dato modo di riposare e accantonare un po’ di forze per il momento più faticoso. Per quanto mi riguarda ho cercato di chiudere un po’ gli occhi stando seduto su una sedia e poggiando la testa sul letto. Scomodo, ma qualche momento ho dormito.

Quando ormai ci avvicinavamo al gran momento le contrazioni stavano diminuendo, così Moglie si è presa pure la dose di ossitocina… e via che un piacere (mica tanto per la partoriente e per la mia, ormai famosa, mano).
Dopo un bel po’ di spinte l’ostetrica ha cominciato ad intravedere Dodo che poi, d’improvviso, è venuto al mondo.
E’ stato un momento magico, non lo sai spiegare, ma d’improvviso ti rendi conto che la tua vita cambia, piangi. Quell’essere umano è opera tua.
Sai che non sarà semplice, ma non ti importa. E’ la cosa più bella del mondo.

Ci han detto che è stata anche una cosa veloce. A noi è sembrata un’eternità, ma ce l’abbiamo fatta.
Alla fine non sono nemmeno dovuto scendere in Radiologia, la mano era ancora intatta e, un po’ forse come per la mamma, il dolore è sparito subito appena ho visto Dodo.