Un nuovo arrivo…

Un nuovo arrivo…

25 Marzo 2019 0 Di admin

E’ notte, io e moglie più che dormire è ormai da giorni che riposiamo in dormiveglia; il termine si avvicina e siamo sempre vigili, pronti a partire se serve.
DoDo dorme ormai da circa un’ora, e almeno per metà penso di aver dormito anche io. Mi alzo e, un po’ barcollante, vado verso la nostra camera e mi metto a letto, raggiunto poco dopo da Moglie che noto essere un po’ dolorante.

“Come va? Contrazioni?” le chiedo
“Uhm, si, un po’ ma come al solito negli ultimi giorni” risponde.
DoDo dorme tranquillo, noi meno. Dopo poche ore Moglie è ancora dolorante e mi informa che le contrazioni sono aumentate. Le chiedo se voglia andare al pronto soccorso ma dice che non c’è bisogno, non pensa siano quelle giuste.
Il tempo passa ma Moglie è sempre nella stessa situazione fino a che decide di fare una doccia calda. Aiuta, dice, a smuovere le cose.
Dopo la doccia non si capisce bene se le cose si siano smosse ma, intanto, faccio una doccia anche io.
Finita la doccia Moglie finalmente si decide: “Si, andiamo al Pronto Soccorso” .
E così alle 4:30 ci prepariamo ad uscire; per fortuna alcuni giorni prima erano venuti a stare da noi i nonni materni che così possono stare con DoDo, che dorme beato, ignaro di cosa gli stia succedendo intorno.

Photo by Samuele Errico Piccarini on Unsplash

 

 

 

Si parte! Direzione: Ospedale Valduce, Como. Distanza: 25 km. Tempo di percorrenza: 21 minuti circa.

“Non so se ci arriviamo” dice Moglie,
“Perfetto! Saronno?” rilancio.
Ed ecco a reimpostare i piani, e il navigatore (che in realtà non ho usato). Direzione: Ospedale di Saronno. Distanza: 5,6 Km. Tempo di percorrenza: 11 minuti.
In men che non si dica siamo al Pronto Soccorso di Saronno dove al Triage una guardia giurata ci accoglie con aria preoccupata: era stato lasciato momentaneamente solo dall’infermiera.
La guardia giurata ci informa che dobbiamo andare in Ostetricia e Ginecologia, 4 piano, ma non sappiamo la strada e, grazie al cielo, è così gentile da accompagnarci e cercare aiuto lungo la strada.

Mentre saliamo al quarto piano il povero ragazzo, che altro non ha fatto se non affrontare quella che per lui era un’emergenza, viene pure cazziato dalle infermiere perchè ci ha accompagnato dentro. Noi rimaniamo un attimo basiti ma la nostra concentrazione è su qualcos’altro.

 

Arrivati in Ostetricia veniamo accolti da poca simpatia, empatia e gentilezza ma cerchiamo, soprattutto Moglie, di stare calmi e non Risultati immagini per ospedale saronno

mandare a quel paese nessuno.
Dopo una visita e la registrazione della paziente finiamo dritti in sala parto.

Moglie è parecchio dolorante e continua a dire che sente la necessità di spingere ma chi l’ha visitata assicura che deve aspettare: non è ancora il momento.
Dopo un po’ ecco che arriva il medico anestesista per la partoanalgesia, o epidurale, che Moglie ha richiesto a gran voce (e non è una metafora). Moglie continua ad insistere che qualcuno vuole uscire, anche se non è ancora l’alba e l’anestesista si preoccupa perchè, effettivamente, da quando è entrato in sala l’unica cosa che scandiva le urla di Moglie era la sua necessità di spingere.
Intanto, tra un urlo e un altro, le ostetriche si danno il cambio e, fortunatamente, quando ormai tutto ciò che occorreva per l’epidurale è pronto, l’ostetrica appena entrata in servizio decide di rivisitare Moglie constatando così che l’epidurale non serve: sta nascendo.

 

Passa non molto (almeno per me) e alle 7:56 viene alla luce Ginevra Linda esattamente a 3 anni di distanza da suo fratello Edoardo.

 

Poco dopo, a pochi chilometri di distanza, DoDo si sveglia chiamando “Mamma” a gran voce come ogni mattina ma ai suoi richiami risponde la nonna.
La prima domanda è ovviamente quella: “Dov’è mamma?” alla quale i nonni rispondono spiegandogli che mamma e papà sono dovuti uscire perché è nata Ginevra. Un regalo di compleanno molto speciale!

Quando torno a casa DoDo non è per niente preoccupato del fatto che non ci fossimo la mattina del suo compleanno, cosa che, forse, preoccupava più noi che lui. La sua unica preoccupazione è: “quando viene a casa Ginevra?”

In quella giornata e nei due giorni successivi ogni volta che era possibile DoDo è venuto con me dalla mamma e dalla sua sorellina, piccola quanto una bambola. Ogni volta la domanda era sempre la stessa: “andiamo a casa? Anche mamma e Ginevra?”. Non vedeva l’ora di averle a casa tutte per sè.
Fin dal primo momento tra loro è stato amore a prima vista. DoDo non smetteva di guardarla, accarezzarla, darle i bacini. E così continua per fortuna.
I momenti di gelosia, ovviamente, ci sono ma per nostra fortuna sono pochi e ristretti a momenti di stanchezza quando la pazienza ormai è poca o nulla quindi direi che possiamo sentirci fortunati!